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LA ZONA DI MISSIONE
I villaggi, dove noi esercitiamo il nostro ministerio, sono:
Nel 91/92 il Past. Emanuell Enke, insieme con il gruppo di "Gioventù in Missione", vennero nell'area di Pogradec per portare l'evangelo della speranza. Dopo aver visitato, e parlato del Signore in alcuni villaggi, il past. Enke si prese a cuore di tornare di nuovo in queste zone con altri tre gruppi di lavoratori, dalle chiese Apostoliche della Germania, per aggiustare le scuole, che andavano in rovina nei villaggi di Stropckë, Bratomire e Blacë.
Nel '95 ci furono degli altri battesimi, per la maggior parte erano ragazzi di Stropckë, ma vista l'età (il past. aveva circa 68 anni) ed altri problemi, Enke iniziò a cercare, nell'ambito delle chiese Apostoliche in Germania, una giovane coppia che poteva sostituirlo, ma senza successo. Così il Signore lo guidò a parlare di questa sua necessità al "Convegno Nazionale" della chiesa Apostolica in Italia in marzo '96. Questa fu interpretata come una sfida per l'opera italiana, e in particolar modo per il Past. Elia Landi (Segretario nazionale per la missione, oggi presidente della chiesa Apostolica in Italia), che insieme alla comunità di Grosseto prepararono tutte le cose per fare un primo viaggio esplorativo in Albania e così decidere poi il da farsi. Dopo
questo viaggio (clicca
qui per leggere il rapporto del viaggio), il Consiglio
Nazionale cercò una giovane coppia impegnata nel ministero disposta Proprio in quei giorni che si decise di dare questo mandato, in Albania scoppio la guerra civile a causa delle famose truffe delle finanziarie piramidali, quindi la partenza fu rimandata. Quando la situazione si calmò il past. Enke andò a fare una visita ai credenti albanesi, nel dicembre '97.(clicca qui per leggere il rapporto del viaggio) Solamente nel maggio '98 ci fu la possibilità di visitare l'opera in Albania da parte dei coniugi Sardella accompagnati dai coniugi Landi per trovare una sistemazione e decidere la data di trasferimento. In questo viaggio il Signor diede loro, entro pochi giorni, la possibilità di organizzare al meglio tutte le cose che erano necessarie per la permanenza lì dei nostri missionari: la casa, la scuola per Carlo (figlio più grande), e la presentazione ai vari gruppi di credenti. Al ritorno, non solo i coniugi Sardella, ma anche molti fratelli di varie comunità, si apprestarono a preparare tutto il necessario per il trasloco che avvenne nel settembre '98. I coniugi Sardella raccontano: "Il
nostro lavoro nei villaggi iniziò nel Settembre'98. La prima
cosa da fare era di ristabilire gli incontri settimanali e rendersi
conto della situazione Tutto quello che è avvenuto da questo periodo in poi potete leggerlo dettagliatamente sulle pagine notizie. Fino a Settembre'99 la situazione dei gruppi non era affatto positiva. Per quasi un anno, le persone presenti agli incontri che avevamo a Stropckë non erano mai più di tre; nel villaggio di Bratomire, dopo alcuni mesi , si sono create delle forti opposizioni con il proprietario della casa dove eravamo ospiti e con i mussulmani del posto; in Blaçe avevamo la possibilità di fare gli incontri con un paio di famiglie. Ma
già dal tempo dei rifugiati kossovari, Marzo - Luglio, il Signore
rivelò a Sandro che passato questo periodo doveva aprire un
locale, adibito a chiesa, in Stropckë. Proprio in settembre,
quando era in preparazione questo luogo di culto, alcuni credenti
battezzati dal past. Enke e altri giovani iniziarono a frequentare
gli incontri. Però, mentre in Stropckë ci fù questa svolta positiva,
in Bratomire le cose andavano piuttosto male; non avevamo più
un luogo per fare gli incontri e le persone che venivano agli
incontri erano due o tre al massimo. La persecuzione da parte
dei mussulmani si fece ancora più dura Ma grazie a Dio, questa situazione è cambiata. Con il Suo intervento abbiamo ricevuto l'invito da una sorella a fare gli incontri nella sua casa ed abbiamo avuto la possibilità di parlare con tutti gli abitanti anziani del luogo, sulla situazione creata dai giovani mussulmani, che da quel momento non ci hanno infastidito più di tanto. Qualche tempo dopo (Aprile 2000), dopo aver tanto pregato, il Signore ci aprì le porte per il villaggio di Cerrave e nello stesso tempo iniziammo a fare degli incontri nella nostra casa in Pogradec, con una famiglia che accettò il Gesù come personale Salvatore, attraverso un nostro aiuto verso il figlio più grande. A causa di una seria frattura al braccio, questo ragazzo aveva bisogno di un difficile intervento chirurgico. Così lo abbiamo portato in un ospedale specializzato nella vicina Macedonia, dove è stato operato, grazie anche a M.N.A, una fondazione medica cristiana, che ha finanziato per la maggior parte, l'intervento. L'incontro in Pogradec si interuppe, perchè tutta questa famiglia ebbe la possibilità di andare a lavorare per un periodo di tempo in Grecia, ma al loro ritorno abbiamo ricominciato regolarmente gli incontri. Nel novembre 2001 abbiamo aperto un luogo di culto nella città e dopo un anno e mezzo abbiamo iniziato un lavoro pioneristico in un altro villaggio chiamato Leshniza. Cominciamo
col presentarvi la più piccola della famiglia Sardella:
Ester, nata a Roma il 24 ottobre 1996; poi c'è Carlo,
nato a Roma il 19 agosto Fin dalla nostra conversione a Gesù, che è avvenuta nel '89, ci siamo sentiti chiamati a servire il Signore. Abbiamo svolto il ministerio evangelistico e varie attività nella comunità di una piccola cittadina vicino Roma, Ladispoli, ma col passare del tempo siamo stati sempre più convolti nell'opera del distretto di Roma e nell'opera nazionale. Ma quando è iniziato questo progetto del Signore per noi? Tutto ebbe inizio al "Convegno di Pasqua" 91 quando, profeticamente, Dio indirizzò la chiesa in Italia a svolgere un'opera missionaria in Grecia, Jugoslavia e Albania.
Sandro:
"in quel momento ho sentito dentro di me una particolare
benedizione che mi trasportava ad amare questa nazione che fino
ad allora non Da quel momento in poi, il Signore ci diede molti segni che, sempre più, confermarono la visione dell'Albania per la mia vita e quella di mia moglie. A
Pasqua 96, nel Convegno Nazionale dove è avvenuta la nostra
consacrazione al ministerio di evangelista, il pastore Emanuel
Enke con sua moglie Karla, descrissero l'opera in Albania ed
anche il bisogno di essere sostituiti. Questo fece crescrere
maggiormente in me il desiderio di visitare quest'opera. Dopo
alcuni mesi, trovandomi per "caso" a Grosseto per
sostenere l'esame finale del C.S.T. (Scuola biblica per corrispondenza),
vidi che la comunità aveva organizzato un meraviglioso Bazar
per trovare fondi per un viaggio esplorativo in Albania, nel
quale prendevano parte alcuni servi e fratelli. In quel momento
pensai che si era già trovata la coppia per la missione, così
vedevo vanificarsi questa mia vocazione, fino a quando Elia,
nel ritorno dal viaggio, fece la relazione in un inserto dell'Araldo
(Bimestrale della Chiesa Apostolica)
dicendo che il Consiglio Nazionale cercava una coppia disposta
a trasferirsi. Non ci fu più dubbio per me, quella coppia Dopo qualche mese, nello mio stesso posto di lavoro, vennero alcuni albanesi ai quali chiesi molte cose sulla loro nazione. Più parlavo con loro e più il Signore mi confermava la sua volontà che saremmo stati noi ad andare in quella terra bisognosa dell'Evangelo. Da quel momento, quando tornavo a casa la sera, iniziai a dire a mia moglie di preparare le valigie perchè Dio ci voleva in Albania. Certamente per lei questo fu molto difficile da accettare pensando anche che in quel periodo si avvicinava la nascita di Ester."
Luciana:
"Infatti devo dire che non è stato facile per me, combattuta
com'ero di fare la volontà di Dio e i mille dubbi che contemporaneamente
assalivano la mia mente, del tipo:E se non è la volontà del
Signore? Ed i bambini? Il solo pensiero di farli vivere in un
paese con tanti problemi sociali ed economici, mi preoccupava
non poco. Ogni giorno pregavo il Signore che mi aiutasse a realizzare
la Sua volontà e ad amare il popolo albanese. Lui, con la Sua
dolcezza mi è stato sempre vicino e mi ha incoraggiato esaudendo
quella che era la mia richiesta. Già dal mio primo viaggio in
Albania, conoscendo meglio questo popolo, vedendo i tanti bisogni
che avevano ma soprattutto sentendo pregare i fratelli del posto,
il mio cuore si è sciolto come neve al sole e sono finalmente
riuscita a sentire la chiamata del Signore per me, in Albania.
In un sola settimana siamo riusciti a sistemare anche tutte
le cose pratiche per il nostro trasferimento in Pogradec. Abbiamo
trovato una casa grande e confortevole, che ci ha dato più volte
la possibilità di ospitare i fratelli che |
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