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Intervista ai nostri missionari in Albania

 

di Silvio Roncavasaglia

 

Dicembre'98

 

 

 
  1. A che punto siete con la vostra sistemazione?

    A circa tre mesi e mezzo dal nostro arrivo possiamo dirvi che tutti i lavori in casa sono stati ultimati, certamente le cose da fare sono state molte anche perché, essendo un modesto appartamento, necessitava di una totale manutenzione; le porte non si chiudevano, le finestre facevano aria da tutte le parti, i pavimenti... ve li lasciamo immaginare. Nonostante tutto, ora, abbiamo una casa abbastanza accogliente e calda. In questo periodo stiamo cercando di regolarizzare la nostra residenza e per questo abbiamo chiesto di appoggiarci alla fondazione "Nehemia" così da poter avere un riconoscimento, per lo stato, come missionari.

  2. Com'è attualmente la situazione della sicurezza in generale, e per voi in particolare?

    Dopo il fallito colpo di stato, in settembre, la situazione va lentamente migliorando. La polizia si sta sempre di più organizzando, grazie all’aiuto delle forze dell'ordine italiane, per creare una situazione più stabile, tenendo sotto controllo la malavita locale. Per noi non ci sono pericoli in particolare, ma ovviamente se dobbiamo affrontare un viaggio all'interno dell'Albania portiamo con noi delle persone albanesi.

  3. Quale realtà a livello umano, sociale, ed economico avete trovato?

    E' difficile descrivervi la realtà in tutti questi aspetti in un modo dettagliato. In tutta la nazione c'è una disperata situazione di disoccupazione. Circa 10 anni fa le persone lavoravano nelle miniere e nelle cooperative statali, dove ricevevano una ridicola retribuzione. Oggi il lavoro si svolge per lo più nei campi, per la maggior parte da donne e bambini, mentre gli uomini e i giovani cercano lavoro all'estero. Molti sono quelli che intraprendono la via del "commercio", infatti, non è difficile trovare in Albania delle persone sedute vicino ad una scatola di banane sulla quale si può trovare un paio di pacchetti di sigarette, alcuni di caramelle e biscotti, qualche mela ecc. ecc. Le persone che lavorano per lo stato (Insegnanti, impiegati e poliziotti) prendono circa 120.000 lire al mese considerando che i prezzi al consumo sono di poco inferiori a quelli italiani.

  4. Come vi state muovendo sull'avvio del vostro ministero?

    Già dalla visita fatta in maggio ci siamo accorti che la situazione che ci era descritta dal Past. Enke era differente dalle realtà in loco. Infatti, nel villaggio di Stropkë, all'inizio degli incontri c'erano solamente una o due persone, mentre in Bratomirë vi era la partecipazione di una ventina di donne. Adesso la situazione è cambiata; in Stropkë ci sono circa una decina di persone e una quindicina di bambini, mentre in Bratomirë la situazione è un po' instabile, a volte ci sono 7-8 persone e a volte una quindicina, mentre i bambini sono circa cinquanta. Abbiamo fatto visita anche ad una famiglia nel villaggio di Blacë (una volta nella loro casa si tenevano degli incontri). In questi villaggi facciamo il culto una volta a settimana e secondo le possibilità facciamo delle visite in un altro giorno.

  5. Quante e quali sono le difficoltà, in tutti i sensi, che mostrate?

    Le difficoltà sono tantissime considerando che siamo qui da poco tempo; la prima è la lingua albanese, per questo motivo essendo legati a degli interpreti, che hanno i loro impegni, non abbiamo la possibilità di muoverci per il ministero con libertà. Stiamo prendendo delle lezioni private tre volte alla settimana, ma ci vorrà del tempo per imparare perché la grammatica di questa lingua è un po' complessa. Un'altra difficoltà è la mancanza di un mezzo idoneo (fuoristrada) che ci permetta di raggiungere alcuni villaggi anche con cattivo tempo (le strade che vanno nei villaggi sono delle vecchie mulattiere che con la pioggia sono impercorribili). Grandi difficoltà, ed imbarazzo, troviamo nel momento delle visite; le necessità di queste persone sono tante e reali, ed alcuni sono molto opportunisti (ci fanno richieste di ogni genere e persino dei soldi). I bisogni maggiori sono per il vestiario (in qualche modo la campagna soddisfa i loro bisogni alimentari). Nel periodo invernale, a causa del freddo, in Bratomirë e Blacë (1100mt. s.l.m.), difficilmente le persone vengono agli incontri e questo ci costringe a non poter avere un regolare programma.

  6. Quali sono le prospettive alla luce delle vostre prime esperienze?

    Nel passato, in questi villaggi, è stato già predicato il vangelo da tanti missionari, ma negli ultimi due anni c'è stata una totale mancanza di presenza ministeriale cosi da disperdere tutto il lavoro fatto in precedenza. Noi cercheremo di riprendere questi contatti, soprattutto con molte visite rimanendo nei villaggi per alcuni giorni (questo lavoro potrà essere svolto in modo più profondo quando avremmo raggiunto una sufficiente capacità di linguaggio). Ci muoveremo anche per ristabilire gli incontri in Blacë. Ma quello che conta molto qui in Albania è l'opera sociale, quindi vorremmo poter lavorare in questa direzione, aiutandoli nelle cose pratiche, creando corsi di musica, distribuzione di materiale di qualsiasi genere ed altro ancora.

  7. In quali altri modi, oltre a quelli in atto, potremmo sostenervi ed aiutarvi nel vostro lavoro?

Cogliamo l'occasione per ringraziare (come facciamo nelle nostre lettere missionarie), tutti quelli che collaborano nell'opera con la loro offerta, con il loro lavoro e le loro preghiere. Se questa missione ha avuto un inizio è grazie a questo. Crediamo però che ci sarà un seguito, per il quale chiediamo il vostro aiuto. Sappiamo che molti stanno lavorando per raccogliere i fondi per acquistare una Jeep, altri si prodigano per raccogliere vestiario e materiale in genere, ma quello che ci vorrebbe dopo è la buona volontà di qualcuno che organizzandosi possa farci visita portando questo materiale da distribuire. Per questo rivolgiamo un appello soprattutto ai ministri, giovani e meno giovani, che possano sfruttare questa opportunità per vedere delle realtà molto diverse da quelle italiane.


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La Chiesa Apostolica in Albania è membro del Il VUSH l'organo ufficiale dell'Alleanza di chiese e organizzazioni missionarie evangeliche che operano in Albania. Alleanza Evangelica Albanese, e della Fondazione Nehemia è una delle più grandi e prime fondazioni che lavorano in Albania dal '91. Oltre ad un grande lavoro sociale sostengono varie missioni nei più svariati bisogni.