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Cenni sulla cultura dei villaggi albanesi
Per capire bene com'è oggi la situazione nei villaggi in Albania bisognerebbe pensare al modello italiano di 50 anni fa. A causa della povertà in cui vive tutto il paese, il carattere prevalentemente montuoso del territorio e le vie di comunicazione, costituite in gran parte da strade mulattiere che rendono difficili gli spostamenti isolando i singoli villaggi, si è creata un'organizzazione interna somigliante molto a quella a carattere feudale dove il capo villaggio (una specie di sindaco) ed il Khatib (capo spirituale della moschea) prendono le decisioni più importanti e tutto è formato per la maggior parte da una grande famiglia i cui componenti si controllano e si aiutano a vicenda. Dal periodo dell'impero ottomano sono state costruite in ogni villaggio delle moschee (queste sono state tutte ristrutturate, dalla comunità internazionale islamica, dopo la caduta del comunismo nel '90, perché in precedenza quasi tutte le moschee e chiese di qualsiasi religione sono state distrutte), ma non tutti seguono con assiduità le regole islamiche, anche perché, nel tempo di Enver Hoxha lo stato albanese ha indotto il popolo all'ateismo. In questo periodo, per la durata di circa cinquant'anni, l'Albania ha vissuto un totale isolamento dal resto del mondo creando cosi nella popolazione un forte legame a riti, tradizioni e superstizioni antiche. La gente è molto semplice pronta ad aprire le porte delle loro case ad ogni ospite, ritenuto sacro, soprattutto agli stranieri, dai quali si attendono un aiuto. La speranza di trovare lavoro all'estero costringe gli uomini ad emigrare cosicchè tutto il lavoro nella campagna, il lavoro in casa e l'educazione dei figli è a carico delle donne che si trovano da sole a dover risolvere tutti i problemi quotidiani. Le persone più anziane sanno a malapena leggere ma fatto positivo è che, in ogni villaggio, esiste una scuola elementare e media ed, in quelli più grandi, anche una scuola superiore.
Situazione sociale e ambientale
La vita è molto difficile perché mancano praticamente tutte quelle comodità che per noi sono quasi scontate. Non esiste una rete idrica e per l'approvvigionamento dell'acqua sono usati dei pozzi che si trovano in strada, anche se qualche "benestante" ne possiede uno in cortile. A causa di questo molti bambini che ne fanno uso si ammalano di malattie gravi, a volte letali, perché nella maggior parte dei villaggi l'acqua non è potabile per l'infiltrazione di acque nere. Non esiste una rete fognaria e i rifiuti organici sono direttamente scaricati nelle strade, mentre altri, più civilizzati, hanno delle fogne a cielo aperto e non è difficile vedere dei bambini giocarci vicino. Non esiste nessuna via di comunicazione telematica, l'unico mezzo di comunicazione con il mondo esterno è il mezzo postale che non è per niente efficiente. La rete elettrica è molto precaria, la tensione non è mai stabile, come d'altronde in tutta l'Albania, ed è presente solo alcune ore nella giornata.
Nella maggior parte dei villaggi non ci sono medici e l'unica assistenza sanitaria può essere ricevuta nelle città provinciali. La sola cosa che si può trovare nei villaggi è il servizio, in una specie di ambulatorio, di un'infermiera. Non esistono farmacie e tanto meno altri negozi di vari generi. Solamente nell'ultimo periodo qualcuno sta cercando di mettere su qualche piccola attività commerciale in casa e qualcun altro ha aperto una specie di bar dove la maggior parte degli uomini e ragazzi, rimasti nel villaggio, si incontrano.
Relazione lavoro spirituale
Quale realtà c'è stata presentata
Quasi tutti eravamo al corrente della situazione che il Ps. Enke ci presentò sul lavoro che avremmo dovuto svolgere in Albania. Il lavoro doveva essere svolto nell'area di tre villaggi (Stropkë - Bratomirë - Blacë).
Stropkë
I culti si svolgevano una volta a settimana con la presenza di ca. quaranta persone, prevalentemente ragazzi, e altrettanti bambini che svolgevano gl'incontri separatamente. Il gruppo ci era descritto molto fervente, che vi erano circa venti persone battezzate, e che avremmo dovuto, al più presto, organizzare un secondo culto di domenica.
Bratomirë
La situazione era simile al primo villaggio; un gruppo di adulti di quaranta persone, per la maggior parte donne, che s'incontravano ogni settimana, mentre i bambini erano circa ottanta. Qui il Ps. Enke portava spesso l'acqua con un'autobotte e molte persone andavano agli incontri solo per questo.
Blacë
Qui gli incontri erano svolti ogni quindici giorni e le persone presenti forse si aggiravano sulla quindicina con altrettanti bambini.
La situazione trovata al nostro arrivo
Stropkë
In questo villaggio, nei primi incontri, vi erano solamente un paio di persone, Dafina, che è la figlia di coloro che ci ospitano per i culti, e Mira, un'altra ragazza. Ardi, un ragazzo che aiutava Enke con i giovani, aveva lasciato il villaggio per andare a lavorare in Grecia. C'erano anche due o tre bambini. Dafina, quando era essente il Ps. Enke, cercava di portare avanti gli incontri ma con un gran peso, perché le persone non partecipavano agli incontri eccetto loro tre.
Bratomirë
In Bratomirë già dai primi incontri vi erano una ventina di persone (quasi tutte donne), la maggior parte veniva solo per ricevere qualche cosa e solo alcune di loro, possiamo affermare, erano convertite. I bambini erano ca. una trentina molto contenti del nostro arrivo. Qui gli incontri venivano svolti in casa di una persona, che è una specie di sindaco del paese, ma solamente la moglie è veramente convertita. Questo villaggio e quello di Blacë sono i più poveri ed Enke, oltre a fornirgli l'acqua, spesso portava dei vestiti e nelle ultime sue visite aveva anche distribuito, a varie famiglie, un aiuto economico.
Blacë
Inizialmente in Blacë non siamo riusciti ad avere dei contatti con la famiglia che ospitava il Ps. Enke per gli incontri. Solo dopo alcuni mesi siamo riusciti a far loro visita (nell'ultimo periodo erano fuori villaggio per la costruzione di una loro casa in Pogradec), ma non abbiamo notato da parte loro un interesse ad iniziare gli incontri.
Lavoro svolto durante questo periodo
Stropkë
Per i primi due mesi la situazione è rimasta così come lìabbiamo trovata. Dafina e Mira, in questo periodo, hanno cercato di invitare tutte le persone che con Enke venivano agli incontri ma inutilmente. Alcuni ragazzi sono per lavoro in Grecia altri non possono venire perché i genitori glielo proibiscono. In questo villaggio è molto forte l'oppressione mussulmana e di conseguenza molti non hanno la libertà di poter partecipare agli incontri. Considerando la situazione attuale abbiamo pensato, per il momento, di curare lìaspetto spirituale di queste due ragazze (Convertite e battezzate da cinque anni ca.) dandole degli insegnamenti di base per rafforzare la loro fede e sull'evangelismo.
Nel mese di novembre la situazione è cambiata. Ardi è tornato dalla Grecia, per mancanza di lavoro, si sono aggiunti alcuni adolescenti, il papà e la mamma di Dafina alcune volte sono presenti agli incontri e di tanto in tanto viene qualcuno ad ascoltare per la prima volta lìevangelo. Abbiamo fatto delle visite nel villaggio ad alcune famiglie delle persone che vengono agli incontri. Ardi, dopo un poì di tempo che era in mezzo a noi, ha voluto condividere il desiderio di frequentare la scuola biblica di GiM in Tirana per prepararsi a servire il Signore, scelta che ha fatto anche in base ad una visione che ha avuto di servire Dio evangelizzando le persone nel villaggio di Stropkë. La retta della scuola è stata offerta per la maggior parte dalla chiesa in Germania e il rimanente dalla nostra missione.
La situazione ad oggi è composta da cinque persone adulte, tre adolescenti ed una quindicina di bambini.
Bratomirë
La ventina di donne che venivano per le prime volte agli incontri, da come avevamo già preventivato, si sono ridotte a circa una decina. In questo periodo abbiamo contattato altre persone attraverso delle visite fatte nel villaggio ma aglìincontri non sono sempre tutti presenti. Verso la fine di novembre abbiamo cambiato il luogo di incontro. Mentre all'inizio eravamo ospiti in casa del capo villaggio, (crediamo che non eravamo ben accetti da lui perché si aspettava di ricevere solamente delle cose materiali) la moglie, che qui svolge la funzione di infermiera, ci ha messo a disposizione per gli incontri lìambulatorio dove lavora. Questo forse in un primo momento ha creato dei disagi alle persone che da allora non si sono più viste eccetto qualcuno, e oltre a ciò, il freddo non permetteva loro di uscire volentieri da casa. Per questo motivo e a causa della neve, abbiamo dovuto sospendere per circa un mese gli incontri. Nel mese di gennaio, visto il bel tempo, abbiamo ripreso gli incontri con lìopportunità di vedere alcune volte in mezzo a noi dei ragazzi, circa una quindicina, insieme ad alcune delle donne, ma alla fine di gennaio e per quasi tutto il mese di febbraio la neve e il ghiaccio ci impedivano di raggiungere il villaggio. I bambini in Bratomirë sono sempre una cinquantina, molto attenti agli insegnamenti dati da Kela o Kristi.
Blacë
Dopo le feste natalizie abbiamo fatto un'altra visita alla famiglia qui residente portandogli dei calendari e alcuni doni per i bambini (questo è stato fatto in tutti e tre i villaggi). In questa occasione gli abbiamo espresso il nostro desiderio di iniziare con regolarità, ogni quindici giorni, degli incontri nella loro casa iniziando dal mese di aprile. Fino ad allora abbiamo promesso di fargli visita di tanto in tanto. Loro sono stati molto felici di questo, ma ci dicevano che non potevano assicurarci la presenza di altre persone.
Progetti per il lavoro futuro
Pensando ad un lavoro evangelistico nei villaggi bisogna sempre tener presente che quasi tutti gli abitanti sono impegnati con le campagne, questo, insieme alle altre realtà di vita quotidiana, può creare ai nostri progetti di lavoro un continuo cambiamento nella forma e nella sostanza.
La prima cosa che vogliamo fare dal mese di aprile è quella di cercare un locale da adibire a sala di culto nei due villaggi di Stropkë e di Bratomirë. Questo ci permetterà di organizzare delle evangelizzazioni a modo spettacolo, lavorando soprattutto con i bambini e per i bambini, cosi facendo possiamo attirare la partecipazione dei loro genitori. Le evangelizzazioni all'aperto, che nel passato qualche missionario ha organizzato, non hanno dato i loro frutti perché la mentalità contadina semplice e genuina di queste persone non riescono a comprenderne il significato.
Un'altra attività che potrebbe dare dei frutti è la presenza più attiva nei villaggi facendo delle visite alle persone che sono di nostra conoscenza che a loro volta ci possono portare da altri. E' molto importante, alcune volte, avere la possibilità di fare opera sociale distribuendo degli indumenti e materiali in genere. La nostra idea è di rimanere alcune settimane nei villaggi, di tanto in tanto durante l'estate, perché solo allora possiamo avere la disponibilità degli interpreti che in quel periodo non hanno impegni scolastici.
Con l'apertura delle sale di culto vogliamo anche organizzare dei semplici corsi di musica, chitarra, tastiera ecc.., non solo per quelli che frequentano gli incontri ma aperto a tutti.
In aprile abbiamo fissato un appuntamento con l'organizzazione medica "MNA" per pianificare delle visite mediche nei villaggi di Bratomirë e Blacë. Qui ci sono molte persone malate che non hanno la possibilità economica di pagare un medico e di comprarsi i medicinali adatti.
Abbiamo avuto una proposta di evangelizzare all'interno di una scuola direttamente dal direttore. Questa scuola si trova in un villaggio vicino Pogradec e la proposta è di organizzare alcuni spettacoli che in modo indiretto parlano di Gesù, la legge vieta di predicare nelle scuole qualsiasi tipo di religione.
Rapporti con la "Fondazione Nehemia"
Durante questo periodo ci siamo mossi per avere tutte le informazioni possibili per regolarizzare la nostra posizione nei riguardi del governo albanese. In Pogradec esiste già da sei anni una missione cristiana pentecostale tedesca, denominata "Fondazione Nehemia" alla quale, il Ps. Enke si appoggiava per avere differenti tipi di aiuto. Ogni tipo di organizzazione che lavora nell’area di Pogradec (anche se hanno uno statuto separato da Nehemia nei confronti dello stato albanese) si appoggia a questa fondazione per avere informazioni, collaborazione in alcune attività ed altro. Anche nei nostri confronti si sono sempre offerti di aiutarci in qualsiasi problema già dalla nostra prima visita nel giugno del 96.
Arnold Geiger, direttore di questa missione, ci ha indirizzato ad una persona in Tirana per ricevere tutte le notizie possibili per la nostra permanenza in Albania. Allan David, il nome di quest'ultimo, è un avvocato inglese che fa parte di una grossa organizzazione denominata A.E.P. A questa fanno riferimento tutte le organizzazioni, fondazioni, missioni e singoli che lavorano nel territorio albanese con la funzione di informare ed aiutare, tutti i componenti iscritti, nelle situazioni differenti che possono venirsi a creare in Albania. Allan ci ha illustrato tutte le possibili strade per poter avvi are la regolarizzazione della nostra missione.
Dopo aver valutato le differenti possibilità relazionando in ogni punto il presidente Elia Landi, al suo viaggio in dicembre, dopo l'incontro con i leader della fondazione Nehemia, abbiamo considerato che l'unica soluzione è quella di associarsi al gruppo di "Nehemia" perché, per il momento, le altre soluzioni sono troppo complicate. Il 16 gennaio l'Esecutivo Nazionale (EN/102.3) si è incontrato e ha dato parere favorevole a questa decisione. Il 10 febbraio '99 siamo stati invitati al loro consiglio annuale nel quale tutta l'assemblea ha deciso di riceverci come membri. Alle chiese che richiedono di diventare membri dell'organizzazione "Nehemia" non viene richiesta nessuna quota di iscrizione ma solo di rispettare le regole del loro statuto.
Questo rapporto di assistenza nei nostri confronti a già avuto inizio nel mese di settembre avendoci concesso:
- La collaborazione di tre giovani membri della chiesa per le traduzioni e lavoro con i bambini nei villaggi. Kela, Kristi e Mira hanno già collaborato nel passato anche con il ps. Enke.
- Un posto auto riservato all'interno del centro.
- Materiale di vario genere che abbiamo distribuito nei villaggi; trattati cristiani, calendari, alcuni indumenti, ecc.
Oltre a questo, spesso ci viene chiesto di predicare o condividere con loro le varie esperienze di ministerio.
Rapporti con le altre realtà cristiane
Le realtà cristiane presenti nel circondario di Pogradec sono più di dieci. Con quasi tutti i missionari e ministri della zona abbiamo una comunione molto speciale, che difficilmente si trova nelle altre parti dell'Albania. Una volta al mese ci incontriamo per condividere il lavoro svolto, i vari bisogni di aiuto, testimonianze ed esperienze in una meravigliosa atmosfera di preghiera. Il punto di riferimento di questi incontri è nel centro "Nehemia", che nel distretto è l'organizzazione più grande e più anziana. Ci sono altre due chiese che si incontrano nella città di Pogradec, una di tipo pentecostale come Nehemia (dove ci hanno concesso di predicare), e un'altra della Chiesa dei fratelli aperta recentemente. Poi ci sono tre organizzazioni che operano maggiormente sul sociale, aiuto e assistenza medica nei villaggi e sviluppo tecnologico e professionale negli ospedali, attività per l'espansione agricola e attività per l'educazione e il sostegno infantile. Altre missioni lavorano in alcuni villaggi e Gioventù in Missione svolge un lavoro a favore degli Zingari, che qui in città sono le persone più povere ed emarginate.
Negli ultimi incontri si sta mettendo a punto qualche tipo di pubblicazione (Brochure, Tv private, ecc.) che descrivono nell'insieme le varie attività svolte da tutte le organizzazioni presenti in Pogradec. Questo vuole essere un biglietto da visita nei confronti della popolazione e dello stato albanese ai quali vogliamo dare un'immagine della chiesa di Cristo che ha per base l'UNITA'.
Pogradec, 01/03/99
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