ALBANIA - Visita dopo la crisi
(di Emanuel Enke)

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Recentemente
il pastore Enke ha visitato l'Albania. Abbiamo ricevuto
una circolare con la quale ci da alcune informazioni importanti
sulla condizione dei credenti nelle zone da lui visitate
e alcuni soggetti di preghiera. Ringraziamo la sorella Anna
Pulito Mazzeschi per la traduzione del documento dal tedesco.
"Cari amici della missione, oggi posso di nuovo darvi notizie fresche sull'Albania dato che da poco sono stato con il fratello Emil Fode in questa nazione. Per me questo è stato il nono viaggio in Albania. Come sapete volevo andare in Albania già a maggio scorso, ma a causa della terribile ribellione, dove oltre 3.000 persone sono cadute come olocausto, non è stato possibile. Nei mesi scorsi avevo ricevuto numerose lettere da fratelli e amici albanesi con notizie sconvolgenti, conoscevo la loro interiore distretta, volevo rivederli e poterli aiutare, non potevo resistere più a lungo. Emil ed io eravamo consapevoli che con questo viaggio a metà inverno potevamo andare incontro ad alcuni pericoli, ma fiduciosi contavamo unicamente sull'aiuto di Dio. Avevamo
bisogno di un alloggio con assistenza, una macchina, un
traduttore per ogni giorno, un accompagnatore albanese come
protezione ecc. Per tutte queste cose Dio ha provveduto
in modo meraviglioso. Il giorno successivo al nostro arrivo,
siamo andati a Pogradec, dove siamo stati accolti affettuosamente
da Arnold e Esther Geiger nella loro famiglia e nel gruppo
dei loro collaboratori.Per primo siamo andati a Pogradec al nuovo centro Nehemia che è situato in un luogo isolato; questa è una grande vecchia fabbrica acquistata a sua volta da una società missionaria e messa principalmente a disposizione per i membri della comunità Nehemia, i quali, oggi, ne hanno fatto uno splendido centro comunitario bianco lungo 100 metri. Domenica abbiamo partecipato al culto dove c'erano circa 120 persone tra adulti e bambini. Nel pomeriggio siamo stati invitati dal mio amico Wrangel Riza e la sua famiglia, il quale è procuratore in Pogradec. Ci lega un bellissimo rapporto da alcuni anni, quando padre, madre e la figlia Kleva, in una delle nostre visite, hanno preso la decisione di accettare Gesù come loro Salvatore. Kleva è laureata in giurisprudenza ma ancora senza un posto di lavoro, negli ultimi anni è stata spesso la mia traduttrice; con loro abbiamo trascorso un piacevole pomeriggio. Il giorno successivo, siamo andati a trovare i nostri fratelli e amici di Bratomire, per informarci e sapere quando potevamo avere un culto con loro, in quanto in quei paesi, purtroppo, non ci sono collegamenti con le reti telefoniche. I fratelli sono stati allietati dalla nostra visita improvvisa, naturalmente si è ripristinato il culto e dopo siamo ripartiti per andare a trovare il nostro fratello paralitico Sulejman e la sua famiglia. La gioia, la cordialità e l'amore che abbiamo realizzato non si possono descrivere! Martedì pomeriggio in Stropcke sono venute al culto 30 persone fra anziani giovani ed alcuni bambini. Dafina una ex-studentessa della Scuola Biblica, ha tenuto fedelmente il culto con coraggio e pazienza, come meglio poteva, anche se in qualche momento era un po' intimidita. In questo paese ci sono circa 80 bambini e 40 adulti che frequentano i nostri culti, anche se ancora non siamo pronti ad accogliere i musulmani per alcune difficoltà che si presentano. Quando ero lì presente ci hanno raccontato come Dio li abbia aiutati nei momenti difficili trascorsi; abbiamo ascoltato molte testimonianze stimolanti fra le quali quella di Mira, la quale ci ha raccontato che quando è iniziata la guerra aveva una grande paura perchè dappertutto si sparava. Si mise in ginocchio e chiese aiuto al Signore; immediatamente ricevette una potente unzione dello Spirito Santo che la riempì di forza e di gioia. Il suo cambiamento ha avuto un forte effetto sulla sua famiglia e tutti si sono convertiti. Ardi al tempo del conflitto era un giovane soldato dell'esercito albanese. Quando la situazione si fece più drammatica, e una banda armata si stava avvicinando, incominciò ad avere paura e supplicando chiese a Dio di aiutarlo. Allora accadde qualcosa di strano; il suo comandante, all'improvviso, gli ordinò che non dovevano combattere, perchè questo avrebbe voluto dire uccidere i loro connazionali. E così l'esercito fu sciolto e rimandato a casa. Il giovedì in Bratomire, un culto simile a quello di Pogradec, con lo stesso numero di persone. Il sindaco e la moglie ci hanno raccontato come avevano sperimentato l'aiuto di Dio nei momenti difficili. Molti paesi sono stati protetti con le armi notte e giorno dagli stessi abitanti per non essere assaliti dalle numerose bande. In questi dieci giorni del nostro soggiorno in Albania abbiamo visto anche molti bisogni. La situazione generale, grazie a Dio, nella nazione nel frattempo è calma, ma l'avvenire è molto incerto e pericoloso. Si parla di oltre il 90% di disoccupazione, molte case sono andate distrutte, e molti grandi edifici bruciati all'interno, come la casa di Gioventù in Missione. La nostra autobotte da 17 tonnellate purtroppo ci è stata espropriata; il nuovo proprietario l'ha trasformata come autocisterna per carburante diesel, per cui essa non potrà più essere utilizzata per trasportare acqua, e di questo ci siamo molto rattristati. Dato che viaggiavamo in aereo, non abbiamo potuto portare aiuti materiali, ma abbiamo dato degli aiuti finanziari per i quali ci sono stati riconoscenti. Il bisogno in Albania è diventato maggiore di prima, la popolazione povera ha bisogno di ogni tipo di aiuto. Quello che abbiamo vissuto e scoperto con i nostri fratelli e sorelle, a parte i loro bisogni materiali, sono i loro valori interiori. Noi sappiamo che questi valori eterni non potranno essere ne rubati ne distrutti, neanche dagli stessi albanesi. Per questo c'è un bisogno urgente di portare a questa gente l'annuncio dell'amore di Dio. I fratelli e gli amici albanesi vi salutano cordialmente, vi sono molto riconoscenti per il vostro aiuto e la vostra intercessione. Vi ringraziamo cordialmente per le vostre preghiere che ci hanno accompagnato durante il viaggio." |
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